Partito Democratico Imola

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11.06.2012 – Per il rispetto che dobbiamo a noi stesse e a tutte e tutti coloro che credono nel partito democratico.

Il partito democratico costituisce nei fatti una delle maggiori novità politiche degli ultimi anni, una grande e difficile sfida politica: creare unità su principi e valori generali, domandando ad ognuno di mettere in secondo piano, all’interno della sfera individuale , le scelte che riguardano le singole vite e convinzioni.
E’ un partito che che chiede ad ognuno , non di rinunciare ai propri valori, ma di mettere il bene collettivo e la difesa della comunità prima dell’interesse individuale, con tutta la ricchezza e le difficoltà che derivano dalla molteplicità delle convinzioni personali;  è un partito che chiede a ognuno di noi di difendere alcuni valori fondamentali, i soli in grado di portare sviluppo culturale e politico, valori contenuti e concretizzati dalla Costituzione Italiana.
La posizione assunta da Maurizio Barelli  a sostegno della campagna promossa anche dal Movimento per la Vita denominata “ Uno di noi” non può per questi motivi essere considerata la posizione del partito democratico, ma una posizione assolutamente personale e che andrebbe da Barelli sostenuta come tale e non a nome del Partito.
Chi ha aderito al Partito democratico ha dato fiducia ad un progetto che mette al centro il principio di laicità.
Vorrei ricordare che il contrario di laico non è cattolico; come qualcuno strumentalmente e scorrettamente continua a sostenere:  il contrario di laico è confessionale.
La costituzione italiana è fondata sul principio di laicità, un principio  assoluto che permette ad ognuno ed ognuna di noi poter fare le proprie scelte di vita nel rispetto delle scelte degli altri.. E delle altre.
Riporto dal sito del Movimento della Vita nazionale
“La proposta che i pro life fanno, attraverso il quesito che sarà sottoposto all’adesione popolare, è di estendere 
”la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita 
e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento 
in tutte le aree di competenza della Ue”. 
In particolare si chiede alla Ue di porre fine al finanziamento 
di attività che presuppongono la distruzione 
di embrioni umani nei settori della ricerca, 
nei programmi di riduzione delle nascite 
e nella pratiche di sanità pubblica che presuppongono 
la violazione del diritto alla vita.”.
Se Maurizio Barelli intende sostenere questa campagna di raccolta firme deve farlo a suo nome e non con quello del Partito democratico.
Riconoscere giuridicamente il concepito come persona significa ovviamente e matematicamente affermare che l’ aborto è un omicidio e quindi arrivare alla abrogazione della 194 la legge sulla interruzione volontaria di gravidanza.
Ribadendo ancora una volta che la 194 è una legge che non ha mai obbligato una donna cattolica a fare ciò che non aveva intenzione di fare e che gli uomini, cattolici  e non , dovrebbero essere più fiduciosi nella capacità di scelta e di valutazione delle donne (  cattoliche e non ) ribadisco che la posizione assunta dal consigliere Barelli è contraria ai principi fondanti del partito a cui ho dato la mia fiducia e il mio impegno.
Se il pd dovesse mai ufficialmente sposare quella posizione , direttamente o indirettamente, e quella raccolta firme , che ha l’obiettivo chiaro di giungere all’abrogazione della legge 194,   una legge nata da un confronto positivo e dialettico con il mondo cattolico che fu determinante per la sua approvazione e che ha risolto il dramma degli aborti clandestini, sarebbe un partito confessionale, che impone cioè una unica visione della vita a tutti e tutte.
Sarebbe come se io in qualità di dirigente del pd, anche se a titolo personale,  mi impegnassi per il ripristino della pena di morte in Italia, o delle leggi razziali, o per la legittimità del falso in bilancio, principi questi  contrari  all’identità del Partito Democratico. . Qualcuno forse avrebbe qualcosa da obiettare
…..A meno che io  non abbia sbagliato partito.
Per finire in bellezza leggo stamattina le “nuove” esternazioni del Sindaco Baldazzi, che paragona l’olocausto e i campi di concentramento all’aborto: è drammaticamente chiaro che la difficile strada per la dignità delle donne, della convivenza tra opinioni diverse e quindi per una democrazia compiuta e matura  contro l’oscurantismo politico e culturale, è ancora lunga.
Paola Lanzon
Coordinatrice Conferenza territoriale Donne Democratiche

Imola, 7 giugno 2012

martedì 22 febbraio alle ore 20, alla Sala Sassi di Castel San Pietro, è stata organizzata un’iniziativa dal titolo Corpo, diritti, lavoro, libertà con la Presidente di Noi Donne, la senatrice Isa Ferraguti e la giornalista Monica Lanfranco.

18.02.11 – Una delegazione territoriale delle donne PD alla Prima Conferenza Nazionale

Una delegazione delle Donne PD alla prima Conferenza Nazionale delle Donne

Martedì sera un incontro pubblico a Castel San Pietro sui diritti, il lavoro e la libertà delle donne

Una delegazione del Partito Democratico Territoriale partecipa in questi giorni alla Prima Conferenza Nazionale delle Donne.  Guidata da Paola Lanzon (Coordinatrice della Conferenza territoriale delle Donne), è composta da Anna Pariani, Maria Rosa Franzoni e dalla giovanissima Michela Vignoli.

Esprimo grande soddisfazione – afferma Paola Lanzon – per l’avvio della prima Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, inaugurata oggi a Roma, che si concluderà domani con l’intervento del nostro Segretario Nazionale Pier Luigi Bersani.  Oggi abbiamo assistito, in un teatro strapieno e con molta gente in piedi, all’intervento iniziale dell’On. Rosy Bindi, una donna che ci ha testimoniato come si può fare politica seriamente e ad altissimo livello.

Nell’ambito del percorso intrapreso dalle donne democratiche imolesi, martedì prossimo 22 febbraio alle ore 20, alla Sala Sassi di Castel San Pietro, è stata organizzata un’iniziativa dal titolo Corpo, diritti, lavoro, libertà con la Presidente di Noi Donne, la senatrice Isa Ferraguti e la giornalista Monica Lanfranco.

Mercoledì 16 febbraio 2011, ore 20.30 Centro Sociale di Sasso Morelli – Proiezione del film “Angeli d’acciaio”

martedì 22 febbraio 2011, ore 20 – Sala Sassi di Castel San Pietro “Corpo, diritti,lavoro,libertà”

martedì 1 febbraio ore 20.30 – “Il corpo delle donne” documentario di Lorella Zanardo – Circolo PD Campanella

Conferenza permanente delle donne democratiche Emilia-Romagna – Regolamento

Scarica il regolamento in formato .pdf

Dichiarazioni di intenti – Conferenza Regionale delle donne

Dichiarazione di intenti
la diversità come valore, la parità come conquista
FACCIAMO UN PASSO AVANTI

Le pari opportunità tra uomini e donne, la rimozione di ogni forma di disuguaglianza pregiudizievole di fatto e di diritto, nonché di ogni discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle persone, stanno alla base di un patto sociale che è dovere delle Istituzioni e della Politica far avanzare.
Per questo occorre che oggi, qui ed ora, le donne facciano un passo avanti.
Come abbiamo affermato a Pechino nel 1995, i diritti delle donne sono diritti umani universali e far avanzare le condizioni di vita dell’universo femminile significa allargare i diritti per tutti.
Dobbiamo allora garantire un’alleanza politica per i diritti di cui il Partito Democratico deve essere motore e protagonista, con un’agenda di riforme capace di accelerare la riduzione del gap tra diritti formali e sostanziali.
Dobbiamo difendere ciò che abbiamo, senza mai dimenticare che le giovani donne oggi considerano la parità un dato di fatto, ma poi vivono sulla loro pelle il soffitto di cristallo che non permette loro di salire ai vertici quando lo meritano.
Senza arretrare sul terreno dell’emancipazione, delle politiche di genere e di pari opportunità, facciamo tutte un passo avanti, giovani e meno giovani, con un’alleanza vera di donne di diverse generazioni: per consentire oggi alle donne tutto ciò che possono e vogliono.
La parità tra donne e uomini è un diritto esigibile dell’individuo ed un valore fondante il principio di piena cittadinanza e di uguaglianza sostanziale nella convivenza civile, non ancora pienamente realizzato nel nostro Paese, completamente disatteso in troppe parti del mondo. La parità fra donne e uomini è anche un obiettivo fondamentale delle politiche europee dirette a rendere le istituzioni, chiamate a tenere in conto sistematicamente del principio di parità, consapevoli dell’entità e delle ragioni delle disuguaglianze sperimentate dalle donne, nonché a contribuire in maniera significativa a far circolare la stessa consapevolezza anche presso l’opinione pubblica generale.
Alla base delle disuguaglianze fra donne e uomini vi è una struttura sociale, che le politiche di genere e di parità si ripropongono di contribuire a superare. Lo svantaggio e le difficoltà sperimentate dalle donne, infatti, sembrano dipendere in modo significativo proprio dal fatto di essere donne, e di essere in quanto tali associate a un ruolo sociale specifico, che le rende di fatto più deboli rispetto agli uomini.
La definizione dei ruoli sociali si basa sull’interazione fra norme, aspettative e meccanismi di premio/sanzione, ed è un fenomeno sociale ampiamente documentato, a cui occorre fare riferimento per capire da un lato il fenomeno di un’uguaglianza formale come principio acquisito, dall’altro l’evidenza statistica del permanere di varie forme di disuguaglianza sostanziale – a volte vere e proprie discriminazioni – basate sul sesso, anzi sul genere, cioè sulle aspettative di maggiore o minore adeguatezza, competenza, affidabilità che investono una persona non in quanto singolo individuo con la sua propria storia, ma in quanto donna piuttosto che uomo.
Esempi molto chiari in tal senso sono la concentrazione delle donne in settori occupazionali assimilati al lavoro di cura, quali l’istruzione e la sanità; la scarsissima presenza di donne fra i quadri in posizione dirigente; l’attribuzione prevalente alle donne dei carichi domestici; le basse percentuali di donne fra i decisori politici. La condizione giuridica della donna e la sua stessa sicurezza è inevitabilmente legata alle idee sulla donna stessa, sulla famiglia, sui rapporti tra uomo e donna, così come sono radicate nella cultura e nella società.
“Il rafforzamento del potere di azione delle donne e la loro piena partecipazione su basi paritarie a tutti i settori della vita sociale, inclusa la partecipazione ai processi decisionali e il loro accesso al potere, sono fondamentali per il raggiungimento della uguaglianza, dello sviluppo e della pace.” (Dichiarazione di Pechino – 1995)
Per rafforzare il processo di adesione da parte della società a una visione almeno “duale” del mondo, dove la diversità sia un valore compatibile con l’uguaglianza, da non intendersi come omologazione o uniformazione delle differenze, bensì riconoscimento della pari dignità sul piano etico e di pari diritti sul piano giuridico tra uomini e donne, il ruolo della politica diventa decisivo. Solo un’assunzione di responsabilità collettiva a tutti i livelli di rappresentanza potrà realizzare un pensiero paritario prevalente, che a sua volta dovrebbe generare sul lungo periodo cambiamenti di costume o delle vere e proprie trasformazioni sociali profonde.
Il Partito Democratico ha raccolto la sfida. “La libertà delle donne sta cambiando il mondo. Le donne si collocano al centro del ripensamento profondo che è in atto e che riguarda i modi in cui si sviluppano le società umane. Esse impongono un cambiamento radicale nelle relazioni tra le persone. Tuttavia sono oggetto di reazioni feroci, di violenze sessuali, di violazioni del corpo. Contro tutto ciò noi abbiamo il dovere di combattere. Anche in Italia la presenza delle donne nel lavoro e nella vita civile ha rappresentato una parte rilevante della crescita economica e culturale e ha condizionato la nostra modernizzazione. È tempo quindi di superare gravi ritardi e di aprire le porte alle donne dando loro non solo gli stessi diritti ma anche le stesse opportunità in tutti i campi, compresa la politica. L’Italia non è giusta né forte se impedisce alla metà del Paese di esprimere al meglio i propri talenti. Le donne sono le prime interessate al rinnovamento della politica. Perciò il Partito Democratico sarà coerente rispetto alla grande novità con cui si è presentato al Paese: il 50 per cento di donne nelle sue assemblee costituenti nazionali e regionali.” (dal Manifesto dei Valori del Partito Democratico).
Le donne del Partito Democratico, insieme alle donne e agli uomini democratici che lo vorranno, vinceranno la sfida.
Il cammino sarà irto di ostacoli e costellato di difficoltà, ma grazie alle solide basi costruite a far tempo dalle prime lotte femministe, le donne democratiche, attraverso un approccio aggiornato al tempo presente, si impegneranno per concorrere al necessario superamento di modelli culturali stereotipati, che contribuiscono ad una visione deformata dell’identità di genere e che rappresentano un pericolo per la democrazia, facendosi pensiero agito di libertà e libero da pregiudizi e discriminazioni.
Cruciale per realizzare il superamento di un modello “consumistico e strumentale” del femminile è la comunicazione. I mass media rappresentano, infatti, le agenzie più importanti della formazione più che dell’informazione, creano i modelli culturali e spesso creano un cortocircuito tra la realtà e la finzione che destabilizza il percorso di emancipazione e liberazione della donna.
Una cultura diffusamente arretrata verso le donne nel nostro Paese è stata pienamente “sdoganata” da questa destra sessista, omofoba e razzista, da “telefoni bianchi” e parate muscolari. Una destra da avanspettacolo dove le donne sono relegate, quando va bene, ad un ruolo ancillare e decorativo.
Noi non ci riconosciamo in questo mondo antico e chiediamo anche alle donne delle destra di reagire con il proprio protagonismo e la propria presenza attiva in politica.
La Conferenza permanente delle donne democratiche, come statutariamente prevista, sarà un laboratorio permanente di iscritte ed elettrici del Partito Democratico, le quali riconoscono nell’identità di genere un comun denominatore per l’elaborazione delle politiche di genere e di proposte programmatiche per la realizzazione di pari opportunità, per la promozione del pluralismo culturale e dello scambio intergenerazionale, per la predisposizione di campagne tematiche e di formazione politica.
La tabella di marcia degli intenti e dell’impegno della Conferenza vedrà scandire di volta in volta la nostra attività su temi, finalità ed obiettivi ispirati dal contributo individuale e collettivo delle partecipanti, in particolare sulle tematiche strutturali di carattere economico, sociale, politico e culturale che interessano la “questione femminile” e tutti gli aspetti della società, dell’attualità, della democrazia dove il punto di vista “differente” diventa determinante.
Le donne della Conferenza permanente regionale si impegnano in particolare a:
Difendere e promuovere la piena attuazione della Costituzione italiana
Stimolare all’impegno politico ed alla partecipazione attiva alla vita delle Comunità con autentico spirito di servizio e tutela del bene comune
Rendere le donne protagoniste del rinnovamento e dello sviluppo armonico della modernità
Promuovere la parità tra uomini e donne nell’accesso e pieno godimento dei diritti sociali, nella vita economica e nell’accesso all’occupazione e al reddito, nella partecipazione alla vita democratica e nella rappresentanza
Promuovere il cambiamento dei ruoli e degli stereotipi maschili e femminili
Strutturare la conciliazione dei tempi e della vita privata e professionale per una piena realizzazione della donna
Operare una profonda trasformazione sociale che impedisca ogni forma di violenza basata sul genere
Favorire la costruzione di una “rete di genere” che valorizzi le esperienze dei territori e delle persone
Elaborare proposte tematiche originali per assicurare il protagonismo delle donne nella costruzione delle politiche del Partito Democratico.

Discorso di Paola Lanzon la sera del suo insediamento come coordinatrice delle donne il 18 gennaio 2011

Se hai cresciuto un bimbo o una bimba  per 15 anni a patatine e caramelle è un’impresa quasi impossibile insegnarli ad apprezzare la verdura, la frutta e la ciambella fatta in casa, perché sono cibi che hanno un sapore che non conosce.
Un sapore che molti hanno dimenticato o addirittura mai sperimentato, anche a casa nostra, nella nostra famiglia.

Siamo in un’epoca buia, medievale dal punto di vista dell’etica, della qualità delle relazioni, della qualità della cultura politica, della cultura dominante.

Ma in realtà questo fatto non può stupire più di tanto: da più di 15 anni  la bambina Italia ha avuto dei genitori che l’hanno cresciuta con metodi educativi alquanto discutibili: non ti preoccupare non andare a scuola, non studiare,  non serve a nulla; non paghiamo la retta scolastica, chi se ne frega, è un furto, ma mangia  lo stesso; se vuoi lavorare chiedi un favore, fatti bella e vedrai che qualcosa accadrà .
Mangia quello che vuoi, dolci patatine, schifezze, non fa male alla salute ed è molto più buono.
Il risultato è una bambina Italia senza principi, grassa, ignorante, senza un futuro costruito per lei dai suoi genitori e senza gli strumenti per costruirselo da sola.

E’ facile catturare le simpatie di un bambino,a permettendogli di fare tutto quello che vuole; diventi per lui  il papà o la mamma migliore del mondo.

Molto più difficile è crescere un fanciullo o una fanciulla insegnando rispetto delle  regole, etica, valori, comportamenti corretti, dicendo no quando serve, perché tutto non è permesso; dicendo che quel giocattolo non si può comprare perché è troppo costoso, insegnando a mangiare correttamente anche la verdura, che però, ricordiamoci,   se mangiata  fin da piccoli diventa la cosa più buona  e più bella del mondo….come le tasse per Padoa Schioppa.

Dire, come fece il rimpianto Padoa Schioppa,  che le tasse sono la cosa più bella del mondo significa avere dentro e affermare con forza l’idea di  una cultura democratica, un’ etica civile, un senso dello stato e della comunità alto, bello, di grande valore.

Ora il clima in cui tutti e tutte noi ci troviamo a vivere, lavorare, fare politica è questo.
Un clima degenerato nei valori principali che dovrebbero rappresentare al contrario i capisaldi dell’etica di una comunità.

Il nostro partito è il maggiore partito di opposizione, ma il suo messaggio non è attrattivo.
Chiede al bimbo e alla bimba che mangiavano  patatine di iniziare a mangiare la verdura, di ricominciare a fare i compiti, perché altrimenti diventa ignorante; gli vieta di  uscire la sera dopo una certa ora perché si va a letto presto e afferma che il bunga bunga non è un intrattenimento decente per nessuno, soprattutto per mamma e papa’, che devono dare l’esempio.

Noi diciamo che dobbiamo pagare le tasse, tutti e in base al reddito,  in una logica di solidarietà, che la scuola  pubblica deve essere di qualità, e che deve offrire un campo neutro da cui ripartire tutti insieme indipendentemente dal destino di provenienza;  ai ragazzi e alle ragazze diciamo di studiare per crescere prima di tutto come persone oneste; affermiamo  che lo stato deve essere laico e che non siamo disponibili a barattare il principio di laicità per avere in cambio  l’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche; che il corpo delle donne non è merce televisiva, che il corpo delle donne non è una tangente;  affermiamo che la  dignità  delle donne è un valore in sé , che le donne non sono delle perenni adolescenti che qualcuno deve accudire perché non in  grado di decidere da sole, perché ad esempio quando una donna sceglie di abortire lo fa con senso di responsabilità in quanto ha ben chiaro che  decide del suo corpo e della sua vita.
La 194 è una legge nata per dare la vita, perché  è  una legge che da sempre tutela la  vita delle donne.

Ci parevano principi ormai affermati e indisponibili e invece ci troviamo di fronte da una parte ad un tentativo non nascosto di vendere la scuola, le conquiste delle donne faticosamente acquisite con tante battaglie, il diritto al lavoro dignitoso in una logica di restaurazione di un vecchio mondo ante rivoluzione francese: dall’altra quest’ opera di conservazione viene perpetrata mentre un sovrano dai costumi boccacceschi ci rende ridicoli e sbeffeggiati a livello internazionale; in realtà è solo l’epilogo di un vecchio triste, una maschera oscena con i capelli dipinti che gli italiani e le italiane hanno  drammaticamente scelto alla guida del Paese.
Questo uomo è riuscito a smontare scientificamente il senso civico di una nazione; una nazione che ad un certo punto della sua storia ha iniziato ad avere la pancia piena e si sa che  le comodità abituano alle mollezze del corpo e dello spirito e ci rendono  vulnerabili.

Berlusconi ha nel voto femminile uno dei principali punti di forza ed è per questo che, tra i tanti, uno dei temi politici e culturali che le donne del pd si devono porre è questo.

Abbiamo tutte e tutti la consapevolezza che in questi anni le iniziative che partivano dalle donne per mettere insieme un lavoro “al femminile”, che arricchisse la politica , non hanno sempre avuto successo.
La motivazione risiede  forse, tra i diversi motivi,  anche nella difficoltà delle donne ad  interpretare le ritualità della politica così come oggi la conosciamo, rischiando di apparire inadeguate al modello che la prassi ha costruito;
un altro motivo può essere  forse nell’aver mutuato da parte di alcune  acriticamente i modelli maschili, risultando a volte delle “brutte copie” di originali che, ovviamente, in quanto tali, restano i protagonisti della scena politica.
Non è un caso se, da un punto di vista maschile, la presenza femminile in politica è spesso tollerata. Oppure, come in quest’ultimo periodo, soprattutto a sinistra, la donna è presente perché imposta da norme statutarie e non da giudizi di valore, e cioè dalla convinzione vera che la presenza femminile possa essere uno strumento di forza del nostro partito.

In una situazione generale come quella attuale, in cui la politica ha assunto una deriva deteriore, in cui il pensiero e la visione politica sono spesso ridotti a mera tattica , e le relazioni tra le persone sono costruite non con il metro del valore, ma con quello della fedeltà/infedeltà, le donne che mutuano questo modello rischiano di assorbirne la parte più negativa e di snaturare definitivamente un sistema di valori e di sensibilità , di cui sono portatrici.

Ecco perché occorre una sede di ragionamento al femminile.
Per prendere fiato e avere luoghi, spazi e tempi di riflessione che permettano alle donne di saper proporre una forte innovazione,  che porti elementi di rinnovamento e di miglioramento alla politica.

Questo scenario culturale impone un lavoro di gruppo, uomini e donne insieme. Quando le donne chiedono con forza un patto per costruire il futuro e il cambiamento della politica, chiedono questo.
La politica, simpaticamente termine di  genere femminile,  deve  tornare ad essere uno spazio in cui  le donne possano avere con pienezza le stesse opportunità di pratica in termini culturali e strutturali.

Se la partecipazione delle donne alla politica è per il nostro partito un obiettivo condiviso è necessario procedere in maniera pragmatica: si individua un piano di lavoro e si cerca di attuarlo, come si fa in una qualsiasi organizzazione

lavorando sulle trasformazioni organizzative, riconoscendo i ruoli multipli delle donne e l’evoluzione della società moderna
pensando a nuovi programmi politici e culturali che combattano  le barriere culturali e gli stereotipi
Organizzando attività di sensibilizzazione su questi argomenti in diversi contesti educativi
Cambiando le regole ove occorre  per una più attiva promozione della cultura di genere e della partecipazione femminile.
Formando e sostenendo  le donne a sviluppare competenze politiche , attraverso la formazione
Incoraggiando le donne che si avvicinano alla politica  in maniera spontanea e non organizzata a trovare spazi di confronto accoglienti e stimolanti  all’interno del partito
Creando e mantenendo una conferenza delle donne ad ogni livello, che sia luogo di elaborazione costruttiva, di formazione, di cultura per tutto il partito e non solo per le donne.

Mi auguro che  almeno nel nostro partito  sia convinzione di tutti e tutte che uomini e donne devono avere le stesse opportunità di partecipare ai processi di decisione in qualunque luogo e devono essere rappresentati in maniera equa in tutti i livelli.
Là dove questo accade da anni la partecipazione delle donne viene misurata in termini di sviluppo economico di quelle comunità.
Per raggiungere questo scopo, sono necessarie azioni come un sistema di quote o altre misure di inclusione.

Per concludere:
Quella che dobbiamo giocare tutti e tutte insieme è una partita difficile e la squadra ha necessità una adeguata preparazione, uno stesso stile di allenamento e un obiettivo chiaro e definito.
Il PD è il partito giusto, è uno dei pochi, se non l’unico,  che ha dei pilastri di riferimento chiari e soprattutto la pretesa di voler governare.
Sta anche a noi , tutti e tutte noi , farne il partito  riformista e di governo che serve con urgenza a questo Paese, alla bambina Italia.
Sono certa che insieme, collaborando senza pregiudizi,  possiamo fare un ottimo lavoro.

LE DONNE PD AL VOTO PER ELEGGERE LA LORO COORDINATRICE, Sabato 15 gennaio le operazioni di voto

Sabato 15 gennaio le operazioni di voto. Martedì 18 la proclamazione della Coordinatrice alla Conferenza delle donne
LE DONNE PD AL VOTO PER ELEGGERE LA LORO COORDINATRICE

Con lo slogan “Costruiamo insieme il nostro futuro”, le donne hanno avviato da tempo un percorso che le porterà all’elezione della nuova coordinatrice che avrà così un ruolo attivo all’Assemlea Programmatica Territoriale, assieme a tante altre donne, prevista per la prossima primavera.

Le operazioni di voto si svolgeranno sabato 15 gennaio dalle ore 10.00 alle ore 16.00. Possono partecipare al voto le donne iscritte al 31.12.2010 e le nuove iscritte 2011. Possono inoltre votare le elettrici del PD che si registrano all’Ufficio territoriale del PD entro il 10.1.2011. Si vota a scrutinio segreto. Sono previsti i seguenti seggi: Imola, Unione territoriale, viale Zappi 58, per Imola (esclusi i Circoli di Pedagna Ovest, Est, Montericco) e Mordano Imola. Sede via Puccini 36 per i Circoli di Pedagna Ovest, Pedagna Est, Montericco e
Vallata. Castel San Pietro Terme, Circolo del centro in Piazza Martiri per Castel san Pietro, Dozza, Castel Guelfo. Medicina, sede Unione Comunale, via Oberdan. Viene eletta coordinatrice la candidata che raccoglie il maggior numero di voti.

La Conferenza territoriale delle donne che si svolgerà martedì 18 gennaio 2011 alle ore 20 al Centro Sociale La Stalla, via Serraglio – Imola con l’autorevole presenza di Roberta Mori, Consigliera regionale e membro della Direzione nazionale sarà invece per tutte noi un’occasione per stare insieme, parlare di politica, gustare buone torte e ascoltare musica ed ovviamente insediare la nuova Coordinatrice.

Le donne – afferma Fabrizio Castellari, Segretario PD dell’Unione Territoriale – sono una risorsa e una ricchezza straordinaria della nostra comunità territoriale e dunque del Partito Democratico. Il protagonismo delle donne nella società e nella politica è fondamentale. Il PD territoriale in questi anni non ha esitato a declinare la parità di genere nei suoi organismi a partire dai più importanti ovvero la Direzione territoriale che vede 31 donne e 30 uomini. Quattro su dieci sono, come è noto, le donne che rivestono la responsabilità di Sindaco nei nostri Comuni, due le Consigliere provinciali più la nostra rappresentante territoriale in Regione. Così come guardiamo con grande favore alla scelta che ha portato molte donne a rivestire incarichi di prima responsabilità al servizio della colletività.

La Conferenza permanente delle donne democratiche è il luogo, previsto dal PD nazionale, di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche affinché venga, tra gli altri obiettivi, soprattutto rafforzata l’autonomia e l’autorevolezza politica delle donne e per promuovere e sostenere la presenza delle donne e del loro punto di vista nei luoghi della decisione politica, economica e sociale.