AREA » Il Partito Democratico di Medicina valuta l’opportunità di istituire anche a Medicina un “Registro Comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” aperto a tutti i cittadini del Comune di Medicina.
L’avanzamento tecnologico negli ambiti della medicina, con il conseguente aumento delle possibilità di prolungare la in maniera artificiale la vita dell’individuo, pone oggi sfide inedite. Infatti il confrontarsi con il rapporto tra le potenzialità della medicina e la dignità dell’individuo è diventato oggi una problematica della realtà quotidiana.
Pur nella convinzione della positività dell’avanzamento delle potenzialità della medicina, non è possibile non porsi il problema della libera scelta dell’individuo e del suo diritto all’autodeterminazione.
Su un tema tanto delicato come quello del fine vita non è possibile che la politica venga meno al suo ruolo di interprete delle esigenze dei cittadini.
Il Paese si trova, oggi, di fronte alle strumentalizzazioni e all’oscurantismo retrogrado portate avanti da ampi settori del Pdl e della Lega Nord, che sostengono una proposta di legge che verrebbe a negare, di fatto, la possibilità dell’individuo di scegliere le cure a cui sottoporsi nel momento in cui si trovi in uno stato di incapacità di esprimere la sua volontà.
Al contrario, il Partito Democratico è convinto che la libertà di autodeterminazione dell’individuo non possa in alcun modo venir negata, specialmente per fini elettorali e ritiene che il testamento biologico sia uno strumento in grado di promuovere la libertà e la consapevolezza dell’individuo, il quale, in coerenza con le proprie personali convinzioni, può decidere di accettare o rifiutare determinati trattamenti sanitari.
In molti comuni in cui è forza di governo, il Partito Democratico ha realizzato l’istituzione dei Registri comunali delle Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, tramite le quali è reso possibile, a tutti i cittadini, depositare le proprie volontà in materia.
In particolare è importante notare che questo strumento offre a tutti la possibilità di accedere a questo strumento, indipendentemente dal censo; dato che oggi è già possibile redigere il proprio testamento biologico ma solo presso un notaio, spesa non sostenibile da tutti i cittadini.
Considerato che la Costituzione italiana sancisce il diritto all’autodeterminazione terapeutica, come si evince in particolare all’art. 32, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed afferma che nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge, nei casi in cui il provvedimento sia volto ad impedire che la salute del singolo arrechi danno a quella degli altri; la Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina, firmata ad Oviedo il 4 aprile 1997 dagli Stati membri del Consiglio d’Europa e ratificata dal Governo italiano ai sensi della legge 145 del 28 marzo 2001 stabilisce, all’art. 9, che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”;
il Codice di deontologia medica approvato il 3 ottobre 1998 dalla Federazione italiana degli Ordini
dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri prevede, all’art. 16, che il medico “deve astenersi
dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato”; all’art. 35 che “il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza
l’acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente (…). In ogni caso, in presenza di un
documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti (…) curativi, non essendo
consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona”; all’art. 38 che ” il medico deve attenersi (…) alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi (…) Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato”;
La direzione comunale del Partito Democratico di Medicina considerate queste premesse e il dibattito effettuato nella riunione del 3/11/10 :
Valuta l’opportunità di istituire anche a Medicina un “Registro Comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” aperto a tutti i cittadini del Comune di Medicina.
Impegna il partito e i circoli a promuovere iniziative politiche e di approfondimento su questa proposta e sui temi più ampi a essa collegati
Chiede al gruppo consigliare di iniziare un percorso di approfondimento e confronto, anche degli aspetti tecnici e giuridici, valutando anche le esperienze in atto in altri Comuni, per arrivare ad una proposta operativa per l’istituzione a Medicina del registro comunale delle D.A.T.














