Partito Democratico Imola

AREA » Discorso di Paola Lanzon la sera del suo insediamento come coordinatrice delle donne il 18 gennaio 2011

Se hai cresciuto un bimbo o una bimba  per 15 anni a patatine e caramelle è un’impresa quasi impossibile insegnarli ad apprezzare la verdura, la frutta e la ciambella fatta in casa, perché sono cibi che hanno un sapore che non conosce.
Un sapore che molti hanno dimenticato o addirittura mai sperimentato, anche a casa nostra, nella nostra famiglia.

Siamo in un’epoca buia, medievale dal punto di vista dell’etica, della qualità delle relazioni, della qualità della cultura politica, della cultura dominante.

Ma in realtà questo fatto non può stupire più di tanto: da più di 15 anni  la bambina Italia ha avuto dei genitori che l’hanno cresciuta con metodi educativi alquanto discutibili: non ti preoccupare non andare a scuola, non studiare,  non serve a nulla; non paghiamo la retta scolastica, chi se ne frega, è un furto, ma mangia  lo stesso; se vuoi lavorare chiedi un favore, fatti bella e vedrai che qualcosa accadrà .
Mangia quello che vuoi, dolci patatine, schifezze, non fa male alla salute ed è molto più buono.
Il risultato è una bambina Italia senza principi, grassa, ignorante, senza un futuro costruito per lei dai suoi genitori e senza gli strumenti per costruirselo da sola.

E’ facile catturare le simpatie di un bambino,a permettendogli di fare tutto quello che vuole; diventi per lui  il papà o la mamma migliore del mondo.

Molto più difficile è crescere un fanciullo o una fanciulla insegnando rispetto delle  regole, etica, valori, comportamenti corretti, dicendo no quando serve, perché tutto non è permesso; dicendo che quel giocattolo non si può comprare perché è troppo costoso, insegnando a mangiare correttamente anche la verdura, che però, ricordiamoci,   se mangiata  fin da piccoli diventa la cosa più buona  e più bella del mondo….come le tasse per Padoa Schioppa.

Dire, come fece il rimpianto Padoa Schioppa,  che le tasse sono la cosa più bella del mondo significa avere dentro e affermare con forza l’idea di  una cultura democratica, un’ etica civile, un senso dello stato e della comunità alto, bello, di grande valore.

Ora il clima in cui tutti e tutte noi ci troviamo a vivere, lavorare, fare politica è questo.
Un clima degenerato nei valori principali che dovrebbero rappresentare al contrario i capisaldi dell’etica di una comunità.

Il nostro partito è il maggiore partito di opposizione, ma il suo messaggio non è attrattivo.
Chiede al bimbo e alla bimba che mangiavano  patatine di iniziare a mangiare la verdura, di ricominciare a fare i compiti, perché altrimenti diventa ignorante; gli vieta di  uscire la sera dopo una certa ora perché si va a letto presto e afferma che il bunga bunga non è un intrattenimento decente per nessuno, soprattutto per mamma e papa’, che devono dare l’esempio.

Noi diciamo che dobbiamo pagare le tasse, tutti e in base al reddito,  in una logica di solidarietà, che la scuola  pubblica deve essere di qualità, e che deve offrire un campo neutro da cui ripartire tutti insieme indipendentemente dal destino di provenienza;  ai ragazzi e alle ragazze diciamo di studiare per crescere prima di tutto come persone oneste; affermiamo  che lo stato deve essere laico e che non siamo disponibili a barattare il principio di laicità per avere in cambio  l’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche; che il corpo delle donne non è merce televisiva, che il corpo delle donne non è una tangente;  affermiamo che la  dignità  delle donne è un valore in sé , che le donne non sono delle perenni adolescenti che qualcuno deve accudire perché non in  grado di decidere da sole, perché ad esempio quando una donna sceglie di abortire lo fa con senso di responsabilità in quanto ha ben chiaro che  decide del suo corpo e della sua vita.
La 194 è una legge nata per dare la vita, perché  è  una legge che da sempre tutela la  vita delle donne.

Ci parevano principi ormai affermati e indisponibili e invece ci troviamo di fronte da una parte ad un tentativo non nascosto di vendere la scuola, le conquiste delle donne faticosamente acquisite con tante battaglie, il diritto al lavoro dignitoso in una logica di restaurazione di un vecchio mondo ante rivoluzione francese: dall’altra quest’ opera di conservazione viene perpetrata mentre un sovrano dai costumi boccacceschi ci rende ridicoli e sbeffeggiati a livello internazionale; in realtà è solo l’epilogo di un vecchio triste, una maschera oscena con i capelli dipinti che gli italiani e le italiane hanno  drammaticamente scelto alla guida del Paese.
Questo uomo è riuscito a smontare scientificamente il senso civico di una nazione; una nazione che ad un certo punto della sua storia ha iniziato ad avere la pancia piena e si sa che  le comodità abituano alle mollezze del corpo e dello spirito e ci rendono  vulnerabili.

Berlusconi ha nel voto femminile uno dei principali punti di forza ed è per questo che, tra i tanti, uno dei temi politici e culturali che le donne del pd si devono porre è questo.

Abbiamo tutte e tutti la consapevolezza che in questi anni le iniziative che partivano dalle donne per mettere insieme un lavoro “al femminile”, che arricchisse la politica , non hanno sempre avuto successo.
La motivazione risiede  forse, tra i diversi motivi,  anche nella difficoltà delle donne ad  interpretare le ritualità della politica così come oggi la conosciamo, rischiando di apparire inadeguate al modello che la prassi ha costruito;
un altro motivo può essere  forse nell’aver mutuato da parte di alcune  acriticamente i modelli maschili, risultando a volte delle “brutte copie” di originali che, ovviamente, in quanto tali, restano i protagonisti della scena politica.
Non è un caso se, da un punto di vista maschile, la presenza femminile in politica è spesso tollerata. Oppure, come in quest’ultimo periodo, soprattutto a sinistra, la donna è presente perché imposta da norme statutarie e non da giudizi di valore, e cioè dalla convinzione vera che la presenza femminile possa essere uno strumento di forza del nostro partito.

In una situazione generale come quella attuale, in cui la politica ha assunto una deriva deteriore, in cui il pensiero e la visione politica sono spesso ridotti a mera tattica , e le relazioni tra le persone sono costruite non con il metro del valore, ma con quello della fedeltà/infedeltà, le donne che mutuano questo modello rischiano di assorbirne la parte più negativa e di snaturare definitivamente un sistema di valori e di sensibilità , di cui sono portatrici.

Ecco perché occorre una sede di ragionamento al femminile.
Per prendere fiato e avere luoghi, spazi e tempi di riflessione che permettano alle donne di saper proporre una forte innovazione,  che porti elementi di rinnovamento e di miglioramento alla politica.

Questo scenario culturale impone un lavoro di gruppo, uomini e donne insieme. Quando le donne chiedono con forza un patto per costruire il futuro e il cambiamento della politica, chiedono questo.
La politica, simpaticamente termine di  genere femminile,  deve  tornare ad essere uno spazio in cui  le donne possano avere con pienezza le stesse opportunità di pratica in termini culturali e strutturali.

Se la partecipazione delle donne alla politica è per il nostro partito un obiettivo condiviso è necessario procedere in maniera pragmatica: si individua un piano di lavoro e si cerca di attuarlo, come si fa in una qualsiasi organizzazione

lavorando sulle trasformazioni organizzative, riconoscendo i ruoli multipli delle donne e l’evoluzione della società moderna
pensando a nuovi programmi politici e culturali che combattano  le barriere culturali e gli stereotipi
Organizzando attività di sensibilizzazione su questi argomenti in diversi contesti educativi
Cambiando le regole ove occorre  per una più attiva promozione della cultura di genere e della partecipazione femminile.
Formando e sostenendo  le donne a sviluppare competenze politiche , attraverso la formazione
Incoraggiando le donne che si avvicinano alla politica  in maniera spontanea e non organizzata a trovare spazi di confronto accoglienti e stimolanti  all’interno del partito
Creando e mantenendo una conferenza delle donne ad ogni livello, che sia luogo di elaborazione costruttiva, di formazione, di cultura per tutto il partito e non solo per le donne.

Mi auguro che  almeno nel nostro partito  sia convinzione di tutti e tutte che uomini e donne devono avere le stesse opportunità di partecipare ai processi di decisione in qualunque luogo e devono essere rappresentati in maniera equa in tutti i livelli.
Là dove questo accade da anni la partecipazione delle donne viene misurata in termini di sviluppo economico di quelle comunità.
Per raggiungere questo scopo, sono necessarie azioni come un sistema di quote o altre misure di inclusione.

Per concludere:
Quella che dobbiamo giocare tutti e tutte insieme è una partita difficile e la squadra ha necessità una adeguata preparazione, uno stesso stile di allenamento e un obiettivo chiaro e definito.
Il PD è il partito giusto, è uno dei pochi, se non l’unico,  che ha dei pilastri di riferimento chiari e soprattutto la pretesa di voler governare.
Sta anche a noi , tutti e tutte noi , farne il partito  riformista e di governo che serve con urgenza a questo Paese, alla bambina Italia.
Sono certa che insieme, collaborando senza pregiudizi,  possiamo fare un ottimo lavoro.

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