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Segna in agenda questi importanti appuntamenti!
Ho 41 anni, una laurea in Architettura, sono sposato da dieci anni e in primavera sono diventato padre di una bambina di 4 anni.
La passione politica inizia sui banchi del liceo, stimolato da alcuni insegnanti e da tante persone cui devo l’entusiasmo con cui ho iniziato a muovere i primi passi. Un entusiasmo che da allora ho conservato come una condizione dell’impegno politico. La prima lista studentesca imolese che univa i giovani di sinistra a certi figli un po’ ribelli di famiglie di tradizione cattolica è ancora custodita in tre faldoni che conservo gelosamente. Quell’esperienza, durata tre anni, è stata per me un banco di prova straordinario. Nel tempo mi è sembrato di rileggerla come un avamposto di quell’idea dell’Ulivo che dieci anni dopo avrei abbracciato senza più abbandonarla.
Tra il 1990 ed il 1993, nel pieno degli studi universitari, ho contribuito a promuovere le battaglie referendarie finalizzate alla preferenza unica nell’elezione del Parlamento e poi ad un sistema maggioritario e bipolare. E’ stata l’ultima stagione referendaria premiata da una partecipazione massiccia. Da quelle affermazioni sono discese una buona legge elettorale nazionale (poi stravolta da Berlusconi e dal suo penultimo Governo) e soprattutto un’ottima legge elettorale per i Comuni, applicata ancora oggi, che garantisce la governabilità e la cui efficacia è sotto gli occhi di tutti.
La metà degli anni Novanta segna la mia adesione convinta all’Ulivo, inteso come un traguardo naturale per chi sentiva forte già allora il bisogno di superare i confini ristretti dei partiti tradizionali.
Nei primi mesi del 1999, accogliendo l’invito di Romano Prodi e di tante persone deluse e arrabbiate dopo la caduta del suo primo Governo, promuovevo a Imola il movimento dei Democratici. Il 13 giugno dello stesso anno partecipavo per la prima volta alle Elezioni Amministrative e nove giorni dopo accoglievo, non senza timore iniziale, l’incarico di Vicesindaco di Imola. Dall’esperienza di nove anni nella Giunta ho imparato molte cose. Credo che abbia inciso molto nella mia formazione politica. Spero di avere restituito alla città un pari contributo di impegno e di risultati.
Quando due anni fa la prima Assemblea territoriale mi ha eletto alla guida di questo nostro partito ho provato un’emozione difficile da descrivere. Per chi è cresciuto alla politica con l’Ulivo, coltivando il sogno che la casa di tutti i riformisti potesse diventare prima o poi un partito, quella responsabilità che mi è stata affidata fino ad oggi ha rappresentato un periodo straordinario.
Con lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno che mi hanno guidato in questi due anni sono ora a propormi per continuare a servire questo nostro Partito Democratico territoriale attraverso la responsabilità di Segretario. E’ un esercizio paziente che muove dall’ascolto e dal confronto ma che non può prescindere dalla decisione. Così io lo intendo.
Non ho promesse da fare. Se avrò confermata la fiducia degli iscritti sarò il Segretario di tutti e non di una parte e metterò nuovamente tutto il mio impegno affinché, tutti assieme, possiamo affrontare il compito che abbiamo davanti. Che è un compito difficile: rinnovare il Partito Democratico e farlo crescere.
Se assieme riusciremo, a partire da questo Congresso, nell’impresa di cambiare in meglio il nostro PD, avremo offerto un contributo alla crescita ed al progresso delle nostre meravigliose comunità. Che è poi la ragione prima del nostro agire politico.














